Steffen Mader, direttore di planificazione di HRS

«Conosciamo bene Olmero e già da diversi anni collaboriamo come partner in progetti di ogni tipo. Per esempio abbiamo potuto impiegare Olmero anche per lo stadio di Biel. Naturalmente ci sono anche progetti dove arrivano delle direttive dai committenti, ma fondamentalmente HRS si affida ad Olmero. E questo è un vantaggio perché si tratta di una piattaforma che conosciamo e di cui ci fidiamo.»

Swiss Life è sponsor generale degli ZSC Lions e dà il nome alla nuova Swiss Life Arena. Il progetto di questo edificio lungo 170 metri, largo 110 metri e alto 30 metri è stato realizzato dal team di architetti londinese Caruso St John e denominato “Theatre of Dreams” (Teatro dei Sogni). Si trova sulla Vulkanstrasse fra la ferrovia e l’autostrada, vicino al confine con Schlieren. In un’intervista esclusiva Steffen Mader, direttore di pianificazione di HRS, ci racconta come è nata la collaborazione con Olmero.
 

Salve signor Mader, la ringraziamo del tempo che ci dedica per parlare con noi riguardo alla collaborazione con Olmero. Oggi parliamo del nuovo stadio di hockey su ghiaccio per gli ZSC Lions. Quali novità ci può rivelare riguardo al progetto?

Ce ne stiamo occupando dal 2018, quando ci siamo aggiudicati il bando e abbiamo potuto così realizzare questo esaltante progetto per gli ZSC Lions. Il committente è piuttosto veloce, a volte persino troppo veloce per gli architetti, che vogliono sempre definire tantissimi aspetti creativi anche durante la fase di esecuzione dei lavori. Per il resto comunque procediamo velocemente, come si può vedere anche in cantiere con le facciate già costruite.


La struttura in questo senso è a posto, ma adesso come la mettiamo col nome? Dobbiamo parlare di Swiss Life Arena o di ZSC Stadion?

Si può parlare sicuramente di Swiss Life Arena. All’inizio per noi era lo ZSC Stadion. In corso d’opera le cose sono cambiate perché la Swiss Life è entrata come partner principale. Da allora il progetto si chiama Swiss Life Arena.


Lei ha portato qui con sé della documentazione, ci può dire qualcosa di più approfondito a riguardo?

Questa è la documentazione dei committenti, che noi stessi abbiamo ricevuto appena 2-3 settimane fa. I documenti riguardano i fatti principali relativi all’Arena, come ad esempio l’apertura nell’agosto del 2022, qualche cifra sulle aree gastronomiche, il numero di spettatori che l’Arena può contenere e cos’altro ancora progetta la ZSC riguardo alla Swiss Life Arena. Si tratta anche di altre manifestazioni ed eventi, perché naturalmente l’Arena viene utilizzata per le partite di hockey su ghiaccio soltanto quando è in corso la stagione.


Come si è arrivati per questo progetto ad una collaborazione con Olmero?

Conosciamo bene Olmero e già da diversi anni collaboriamo come partner in progetti di ogni tipo. Per esempio abbiamo potuto impiegare Olmero anche per lo stadio di Biel. Naturalmente ci sono anche progetti dove arrivano delle direttive dai committenti, ma fondamentalmente HRS si affida ad Olmero. E questo è un vantaggio perché si tratta di una piattaforma che conosciamo e di cui ci fidiamo. Ogni piattaforma infatti persegue una sua diversa filosofia di realizzazione e di gestione.


Come avviene precisamente la collaborazione e cosa sviluppa HRS attraverso Olmero?

Per ogni grande progetto l’obiettivo è sostanzialmente che la comunicazione funzioni. E questo è in realtà anche l’aspetto più difficile. Tutte le informazioni devono essere scambiate reciprocamente, in modo che ognuno conosca sempre lo stato aggiornato anche quando intervengono modifiche o nuove richieste aggiuntive da parte dei committenti. Per noi Olmero è in realtà la piattaforma dove carichiamo tutte le informazioni e dove vengono poi reciprocamente scambiate con i team coinvolti.

Sulla piattaforma Olmero vengono anche gestite le autorizzazioni. I partner che non sono inclusi nella distribuzione delle autorizzazioni possono soltanto consultare i documenti. Possiamo anche distinguere quali piani e quali contenuti sono rivolti a chi.


I piani cartacei che si trovano sulla parete dietro di lei sono quelli del palazzetto e degli ambienti interni di cui parlava prima?

Questi sono i piani di esecuzione per la struttura grezza, che fondamentalmente vengono poi elaborati dagli architetti, dagli ingegneri edili e dagli ingegneri tecnici e su cui avviene un grande lavoro di confronto e di coordinamento.


Dal punto di vista dell’impresa totale, ci può spiegare ancora il processo di introduzione di tutti i piani sulla piattaforma Olmero?

Prima di tutto viene definito un cosiddetto schema numerico dei piani. In questo modo vengono inserite in un codice le informazioni, come ad esempio quale piano si riferisce a quale lavoro. Vengono assegnati anche dei numeri per definire in che fase ci si trova e successivamente nella sequenza numerica viene indicato se riguarda l’ingegnere tecnico, il progettista elettrico o il progettista degli impianti sanitari.

Molto importante è l’aggiunta di definizioni di testo libero. Poiché molti partecipanti al progetto consultano la piattaforma Olmero e non tutti conoscono ogni termine tecnico e ogni codice con cui lavoriamo, alcuni testi liberi sono per noi molto importanti nell’ambito della collaborazione con il committente. Olmero offre la possibilità di inserire parole chiave, in modo da trovare più facilmente i dati.

Lo stato del progetto può inoltre essere seguito in ogni momento, tutti possono consultare e in caso di bisogno richiamare i piani necessari. Nella comunicazione aiutano anche le diverse forme di distribuzione. Noi ad esempio abbiamo una distribuzione per il nostro team di pianificazione interno e una in cui è incluso anche il committente e attraverso la quale possono essere sviluppate le autorizzazioni. Inoltre il team specializzato per la verifica aggiuntiva può essere associato alla distribuzione desiderata.


Come direttore di pianificazione utilizza anche la verifica digitale dei piani di Olmero?

Giusto, ciò mi permette di apportare modifiche, di stabilire eventuali chiarimenti e di tracciare l’andamento del lavoro, nonché di attuare un processo regolato e una funzione di controllo.


Come riesce a mantenere una visuale d’insieme con così tanti piani e quali sono le sfide principali?

La digitalizzazione nelle costruzioni sarà un compito impegnativo anche per Olmero, perché verranno tendenzialmente raccolti e scambiati sempre più informazioni e dati. Per questo col tempo gli strumenti verranno certamente ottimizzati e ampliati, e analogamente anche i programmi dei produttori di software diventeranno sempre più grandi. Credo però che questo compito in futuro riguardi in generale tutti i partecipanti al progetto e che la piattaforma dovrà essere comprensibile per tutti gli utenti e non solo per gli esperti.


Come vede il futuro del settore delle costruzioni?

Un giovane le risponderebbe adesso parlando di un cantiere digitale e di un ufficio senza carta, ma ogni imprenditore ha l’obbligo di accompagnare gradualmente tutto il suo team in questa direzione. E tutti hanno anche l’obbligo di comunicare reciprocamente, in modo che vi siano a disposizione tutte le basi e gli strumenti per arrivarci.

Una digitalizzazione generale o perfino un’automatizzazione del cantiere secondo me non sono ancora tuttavia possibili, poiché ci troviamo ancora nel mezzo del processo e il tema viene ancora affrontato con una certa riluttanza. Gli architetti e i progettisti lavorano già con modelli 3D, tuttavia sono tutti ancora alquanto riluttanti nel fidarsi completamente di questi modelli. Dietro vi è inoltre un pesante onere per il management che non deve essere sottovalutato. Anche noi della HRS abbiamo una nostra divisione che lavora con modelli sperimentali, in modo che come impresa totale in futuro potremo lavorare senza carta ed essere in grado di reagire immediatamente sul mercato. Tutti quanti dunque stiamo ancora imparando a digitalizzarci.
 

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